La notturna di Malta

Sulla freccia per Roma conosco la notturna di Malta, la collega che avrà il compito di vegliare di notte sui ragazzi, starà al loro piano su una branda, e dormirà con un occhio solo. Mi comincia a messaggiare a ripetizione prima ancora di salire sul treno per dirmi che siamo coetanee e che viaggiamo sulla stessa freccia (che culo!), vuole sapere che carrozza e che posto. A me vien già male perché ho lavoro da mandare ai miei students e la Mari Kondo da finire, e vorrei starmene in pace, quindi convoco una veloce riunione con la me asociale e refrattaria, cerco di farla ragionare.
Guarda che non vai a Malta solo per il mare e per i ragazzi, le rammento, ci vai anche per imparare a stare “in squadra”, era questo il patto, remember? Nessuno è un’isola completa in sé, ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.

A sinistra vi presento la mia parte che ha bisogno del resto del continente, a destra la refrattaria che se ne sbatte della banda e di chi la suona!


Fortunatamente io sono sulla carrozza 9 e la notturna sulla 4, un centinaio di poltrone ci divide, ma lei insiste e ci incontriamo al bar. In effetti siamo quasi coetanee, la facevo di una ventina di anni più giovane ma la sua foto del profilo inganna anche perché la ritrae solo di faccia, truccatissima, super fashion e in posa molto social/liceale.
Vista intera è un’altra cosa, fa la refrattaria.
Espansiva è espansiva, commenta la mia socievole metà.
Nel senso che si espande in larghezza… precisa l’altra.
Dalle una chance, rincalza la prima, anche perché dormirete insieme per 2 settimane, ti conviene legare.
E vabbè leghiamo…
Offro il caffè. Abitudine generalmente abborrita dai membri dei team, dove per mia esperienza ogni atto e decisione spontanea individuale viene uccisa sul nascere dato che c’è sempre una regola “condivisa” che lo impedisce (A.K.A. braccini corti), dunque ognuno fa per sé sennò non ti rimborsano.
Ha già fatto esagerata conoscenza con giovanissimo addetto di Trenitalia, simpatico, niente che dire, che si è assoggettato alla sua esasperata richiesta di complicità. A Pisa scendono dal treno e accendono entrambi, io scrocco dal tipo: per dopo dico, perché ho smesso di fumare. 
Okay, quasi.
A Grosseto ne ho già abbastanza di lei e del suo fidanzato ispanico bambino e fumino, mentre (non sollecitata) mi racconta delle loro vicissitudini e già intuisco che più che contarla a me, se la conta per autoconvincersi di aver trovato il vero amore a 52 anni: io, più l’ascolto e più mi sento in zona di “scampato pericolo”.
👉Been there, done that aggiunge la refrattaria.
I miei students prendano nota .

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